domenica 24 settembre 2017

Van Gogh a Vicenza

VAN GOGH. Tra il grano e il cielo.



La mostra sarà visitabile dal 7 Ottobre 2017 all'8 Aprile 2018 presso la Basilica Palladiana di Vicenza. E si tratterà di una bella esposizione in quanto saranno visibili ben 43 dipinti e 86 disegni. Sovente le opere esposte si riferiscono ai soggiorni dell'artista nel Brabante (Vincent era nato a Zundert) , nella regione del Drenthe ed in Belgio. 

paesaggio di Nuenen dove Van Gogh abitò fra il 1881 e il 1885

Quindi è in un periodo che precede il suo trasferimento in Francia. Si tratta praticamente di una fase transitoria durante la quale si dedica a paesaggi naturali ma anche a personaggi ed altri soggetti seguendo un po' l'esperienza di Millet e gli emuli olandesi della scuola di Barbizon. Intorno al 1882-83 capita anche che dipinga delle persone in attesa presso un ufficio delle lotterie.


Il seminatore, 1882 inchiostro nero e acquerello su carta, Amsterdam
 Kunsthandel P. de Boer- foto studioesseci

la Basilica Palladiana a Vicenza, sede della mostra

In Francia Vincent Van Gogh ebbe contatti con alcuni artisti, vide dipinti europei ma anche giapponesi. 
Segnaliamo l'articolo di un'amica: Van Gogh e i due granchi

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sabato 23 settembre 2017

Da Parigi alle Marche, ora in mostra al Bargello

Per via del terremoto che ha colpito le Marche nel 2016 un prezioso e rarissimo lavoro di un raffinato orefice medievale (forse parigino), sarà esposto nel Museo fiorentino del Bargello dal 24 settembre 2017 al 30 gennaio 2018. Si tratta di un oggetto che papa Sisto V aveva regalato nel 1587 alla sua "carissima patria" e che era esposto nel Museo Sistino vescovile di Montalto delle Marche (attualmente lesionato ed in restauro). Felice Peretti- Sisto V - era nato nel 1521 a Grottammare (all'epoca Le Grotte) sul litorale adriatico ma il suo primo impegno religioso fu nel convento francescano (da tempo diruto) di Montalto.

il reliquario di Montalto, foto Opera  Laboratori Fiorentini


dettaglio del reliquario, foto Opera L.F


Il reliquiario, formato da una teca centrale in oro destinata a contenere le reliquie, fu eseguito con una tecnica raffinata e difficile, quella dello smalto "en ronde bosse". La parte più antica in oro sarebbe riconducibile ad un orafo parigino della fine del XIV secolo, Jean Du Vivier che lavorò per il re di Francia Carlo V il Saggio (1364-1380). 

Carlo V, probabile committente dell'opera, creò anche una biblioteca

Sembra che il reliquario fu per qualche tempo nell'antico palazzo del Louvre (anche all'epoca di Carlo VI), ma successivamente passò ad altri. Fra i proprietari individuati: Ferdinando IV del Tirolo, Lionello d’Este marchese di Ferrara e poi, tramite il tedesco Giacomo de Goldemont, il tesoro del Vaticano ai tempi di papa Paolo II Barbo (1464-1471). Nel corso dei secoli trascorsi vi fecero piccoli interventi altri orefici ma l'opera è rimasta un bel gioiello medievale.

Montalto delle Marche provincia di Ascoli Piceno
La rete museale sistina ha comunque 10 sedi


nel 2004 il reliquario era stato esposto al Louvre di Parigi mentre
a Montalto erano state messe in mostra alcune opere di antichi artisti 
marchigiani ora nei musei parigini

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ARTE NELLE MARCHE


venerdì 22 settembre 2017

Torroni in Italia e la festa di Cremona

Di solito ai torroni si pensa nel periodo natalizio o in pochissime altre occasioni. Ma ci sono i golosi ed anche tradizioni importanti in varie parti d'Italia. A Cremona ci tengono anche a fare un'apposita festa che quest'anno avrà per tema la gola e che interesserà diversi weekend di novembre 2017.


Da sabato 18 a domenica 26 novembre, ben 9 giorni di festa che faranno di Cremona la capitale dell’intrattenimento e del dolce star bene.
Nel 2016 l'afflusso di turisti fu notevole e furono pure vendute 70 tonnellate di torrone. Come in edizioni precedenti nel 2017 ci saranno anche delle rievocazioni storiche ed iniziative diverse destinate ad allietare i presenti. 

il centro storico di Cremona, foto studio Esseci


Secondo qualche memoria storica il primo torrone sarebbe stato servito in occasione dei festeggiamenti per il matrimonio (24 ottobre 1441) fra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Secondo quanto viene riportato, il dolce servito durante il banchetto nuziale avrebbe avuto la forma del "Torrazzo" della città.


Il torrone cremonese è una variante leggermente aromatizzata del prodotto. In Italia le qualità di torroni sono diverse e fra quelli che richiamano l'interesse dei golosi vanno citati -fra gli altri- quelli prodotti in Sardegna, a Benevento, in Sicilia ecc.
Segnaliamo di seguito alcune manifestazioni ricorrenti: l'evento di Tonara (in provincia di Nuoro), la festa di Mazzarino (Caltanissetta) dove in un'occasione è stato realizzato un torrone lunghissimo, la manifestazione di San Marco dei Cavoti (nel beneventano dove il torrone ha particolari caratteristiche), la festa di Faenza, gli intrattenimenti per il mandorlato di Cologna Veneta  ecc.


sagra del torrone di Tonara in genere proposta in primavera dal 1979
Il luogo ha una buona tradizione nel settore. La festa per questi dolci
è in genere abbinata a quella dei "campanacci locali"


torroni e croccantini nel beneventano (S.Marco dei Cavoti)


la fiera di Carpenedolo nel bresciano


Tipi particolari di torroni sono la cubàita (prodotta con tante mandorle, in Sicilia ma non solo), la Giurgiulena calabrese, le varianti al pistacchio, i torroni di sesamo di probabile influsso arabo, diverse specialità napoletane e via continuando. A Catania in occasione della festa di S.Agata si possono gustare anche in strada diversi torroni artigianali ma ciò succede anche altrove. Ci sono pure alcune gare e simili.


l'iniziativa di Camerino dove evidentemente piacciono
torroni grandi

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venerdì 8 settembre 2017

L'antica tradizione della tessitura in Veneto e le trame del Giorgione

A Castelfranco Veneto prossimamente dal 27 ottobre 2017 al 4 marzo 2018 saranno rievocate le antiche tradizioni tessili della regione e della Serenissima Repubblica Veneta.


Quest'ultima si preoccupava un po' delle attività industriali del settore e ne è rimasta qualche memoria negli archivi. Un esempio: nel 1729 circa l'ebreo Anselmo Gentili produttore di coperte di lana (schiavine e poi anche amole) ottenne dei privilegi fiscali e doganali anche perchè faceva lavorare parecchie persone.
Fra il seicento ed il settecento la lavorazione della lana interessava particolarmente la zona inclusa fra i fiumi Piave e Brenta e l'attività era particolarmente rilevante a Crespano e Cavaso nei pressi del Monte Grappa.
 la pastorizia di alcune zone venete ha fornito la lana necessaria 

Comunque non veniva lavorata solo la lana e il trevigiano era ed è ancora oggi una zona particolarmente attiva in questo settore manifatturiero.
La tradizione tessile in Veneto è stata molto importante e va comunque ricordato che a Venezia in Palazzo Mocenigo c'è un'interessante sezione museale dedicata al "tessuto ed al costume".

Attualmente a testimoniare questa bella ed importante tradizione sono rimasti alcuni laboratori di alta gamma. Dalle notevoli Rubelli e Bevilacqua di Venezia, alla Bottoli di Vittorio Veneto che alleva pecore nere per evitare la tintura del filato; dalla Bonfanti di Mussolente, con i suoi particolari arazzi, alla Paoletti di Follina che tesse un tartan di grande qualità; dalla Serica 1870 di Follina che riesce a collocare le sue sete pure sul mercato cinese, fino alla “fabbrica lenta” di Bonotto a Vicenza.
La Galleria del settecentesco Teatro Accademico ospita invece i telai e la straordinaria produzione di Carlo Scarpa della Tessoria Asolana oggi non più sul mercato.
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Ora partendo dalla Casa del Giorgione viene proposta un'articolata esposizione che consente agli interessati di visionare documentazione sull'arte tessile ed anche alcuni quadri che rinviano anche a qualche abbigliamento dei tempi andati.
Infatti uomini e donne dell'epoca passata amavano farsi ritrarre indossando i loro belli e costosi vestiti e quindi in occasione della mostra saranno visibili quadri di  Giovanni Bonconsiglio, Pier Maria Pennacchi, Vincenzo Catena, Francesco Bissolo, dello stesso Giorgione, Giovanni Cariani, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Andrea Previstali, Bartolomeo Veneto, Bernardo Licinio, Domenico Capriolo, Jacopo Bassano e Paolo Veronese.

Vincenzo Catena: Ritratto di giovane gentiluomo con spada.
 Fondazione Accademia Carrara (foto studio esseci)


Bernardo Licinio: Ritratto di donna con balzo.
 Gallerie dell accademia di Venezia (foto studio esseci)

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mercoledì 22 giugno 2016

Ferrara, l'impronta del diavolo

La chiesa di San Domenico di Ferrara ebbe un ruolo rilevante nel periodo in cui l'Inquisizione fu attiva in zona. Dal 1265 alla fine del sedicesimo secolo la competenza dell'Inquisitore riguardava lo stato estense di quei tempi.
Fra i diversi fatti dell'epoca è rimasto il ricordo del processo al mago Benato, ma sovente sono citati altri fatti. Infine in una biblioteca locale è ancora conservata una copia del c.d. Libro dei Giustiziati dove ci sono evidenze delle punizioni inflitte fra il 1441 ed il 1577.
Un eretico che fu perseguitato dagli uffici di Ferrara e Bologna fu un certo Tommaso Bavellino vissuto nel XVI secolo.

vecchia foto della chiesa di San Domenico a Ferrara

Secondo alcune leggende che risalgono alle citate vicende storiche in un punto della facciata della chiesa sarebbe riconoscibile l'impronta di una zampa del diavolo.


la c.d. impronta del diavolo-foto cristinafil

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Di seguito: operazione dell'Inquisizione a Bologna in una vecchia stampa

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martedì 2 febbraio 2016

A Monza con occhi diversi...

Il Palazzo Reale di Monza con il suo parco è da parecchio tempo un'interessante attrazione turistica ma dal 5 febbraio 2016 la visita degli  Appartamenti Privati al Secondo Piano Nobile sarà anche arricchita con la cosiddetta “realtà aumentata”.

foto ufficio stampa Civita

I visitatori potranno infatti provare le esperienze ARtGlass, grazie a occhiali speciali che, con una tecnologia particolare, permettono di “fondere” la visione reale e virtuale di un ambiente o di un’opera d’arte.  
Per fare qualche esempio, sarà possibile passeggiare nella camera da letto dell’imperatrice di Germania, Augusta Vittoria, così come era stata arredata in occasione delle sue visite alla fine o scoprire che cosa nascondono le boiseries della sala da bagno o ancora assistere al saluto di Umberto I e la Regina Margherita mentre salgono in carrozza
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foto ufficio stampa Civita

In genere alcuni ambienti saranno visibili in 3D e gli interessati potranno, in un certo senso, fare qualche viaggio nel tempo e nello spazio.
L'iniziativa è denominata " Mai stata così Reale ! "
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Con l'occasione per chi non c'è mai stato proponiamo alcune nostre foto della bella villa di Monza.

appartamenti Umberto I, foto alpav

uno dei saloni, foto alpav

altro ambiente, foto alpav

angolo del parco di Monza, foto alpav

un suggestivo angoletto del parco della Villa Reale, foto alpav

laghetto nel parco reale, foto alpav

Per chi vuole recarsi a visitare la Villa nel centro di Monza o in prossimità della stazione ferroviaria si possono ovviamente prendere degli autobus urbani. I treni da Milano per l'antica città lombarda sono frequenti (spesso sono sufficienti 30 minuti scarsi).
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romanzo del tipo giallo storico; ebook di nostro collaboratore
venduto negli stores ad euro 1,99

re Umberto I, assassinato a Monza
nel 1900

il centro di Monza in una foto di alpav
La parte pedonale del centro storico è molto interessante e sicuramente
meritano una visita il Duomo e l'annesso museo

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SEMPRE A MONZA INFINE MERITANO DI ESSERE SEGNALATI: 
LA MOSTRA PROGRAMMATA PRESSO L'AUTODROMO
Ayrton Senna-l'ultima notte 
dal 17 febbraio al 24 luglio

La mostra sul defunto pilota brasiliano prende spunto da un libro
scritto dal giornalista Giorgio Terruzzi. Presso il Museo della Velocità saranno esposti documenti, foto e oggetti (incluso il suo antico kart)

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ALTRA INIZIATIVA PRESSO L'ARENGARIO 

“Robert Doisneau. Le merveilleux quotidien”, esposizione fotografica, a cura dell’Atelier Robert Doisneau,  realizzata da Fratelli Alinari. Dal 19 marzo al 3 luglio 2016 anche in collaborazione con il comune e Vi.Di

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L'ESPOSIZIONE DI UN QUADRO DEL CARAVAGGIO
dal 16 marzo al 17 aprile 2016
la Flagellazione di Cristo presso la Reggia di Monza